
Nel 2007 l'Italia ha consumato 83,9 Mldmc di gas naturale, dei quali solo 9,7 di produzione nazionale. L'Autorità Italiana per l'Energia Elettrica ed il Gas (AEEG) prevede un aumento nei consumi di gas naturale superiore al 25-30% fino al 2010.
Gas Natural Fenosa ha presentato nel 2004 alle Autorità Italiane la domanda per ottenere l'autorizzazione a realizzare i progetti di costruzione di due impianti di rigassificazione in Italia, a Taranto e a Trieste.
I siti sono stati individuati per la presenza di infrastrutture e servizi portuali avanzati, oltre che per essere risultati idonei dal punto di vista tecnico e della sicurezza, e perchè la loro ubicazione geografica è strategica per lo sviluppo del sistema energetico nazionale.
Aree che possono svilupparsi ulteriormente con la disponibilità di energia fredda* dal Terminale: un importante driver per lo sviluppo di progetti industriali a livello locale e di eventuali collaborazioni scientifiche con gli Istituti presenti sul territorio. Inoltre, ci sarà la disponibilità di una energia economica e pulita, che ridurrà costi economici e ambientali.
Principali caratteristiche:
L'impatto ambientale
Il Terminale di rigassificazione non ha emissioni apprezzabili poiché, per il suo funzionamento, non si utilizzano combustibili: il processo di rigassificazione prevede lo scambio di calore tra acqua di mare e fluido da rigassificare (GNL).
Lo scarico in mare dell’acqua raffreddata dal processo di rigassificazione, nel rispetto delle leggi vigenti, compensa gli eventuali aumenti della stessa dovuti a scarichi industriali, e quindi apporta un effetto valutato dalle Autorità competenti e da esperti del settore come benefico sull’ecosistema marino.
Gas Natural Fenosa, forte anche della pluriennale esperienza con le metaniere nei porti spagnoli, ha sviluppato specifici studi sulla navigazione in ambito portuale che hanno stabilito l’assoluta compatibilità e sicurezza dell’opera, stimando una operatività del Terminale pari ad oltre il 99%, a conferma della idoneità della scelta ubicazionale effettuata.
Le ricadute economiche
Un Terminale di rigassificazione del GNL on-shore costituisce, per il territorio che lo ospita, un vero e proprio motore economico in grado di stimolare e creare vantaggi industriali, occupazionali e competitivi.
Per la realizzazione di ognuno dei Terminali di rigassificazione si prevedono investimenti per circa 500 Milioni di euro, di cui una percentuale importante a ricaduta diretta a livello locale attraverso l’impiego di aziende presenti sul territorio.
In fase di costruzione è previsto l’affidamento a imprese locali di una parte significativa delle opere da realizzare, con la sola esclusione dell’area “criogenica” destinata a poche Società internazionali altamente specializzate. I settori fondamentalmente interessati alla realizzazione del Terminale sono: realizzazione di opere civili ed edilizia in generale; opere a mare; produzione ed installazione di carpenteria; installazione di apparecchiature meccaniche, elettriche ed elettroniche
La forza lavoro media che si stima verrà impiegata nella fase realizzativa è superiore a 300 unità per l’intero periodo, con un picco di 800 impegnate nel periodo centrale di costruzione.
In fase di esercizio, il terminale prevede l’impiego di circa 70 addetti in pianta stabile e di circa 320 posti di lavoro derivanti dall’indotto.
I vantaggi quindi di un impianto on shore sono:
L'industria del freddo
L’installazione del terminale di rigassificazione permette di realizzare una “industria del freddo” nelle immediate vicinanze del sito scelto per l’impianto.
La tipologia di infrastruttura ed in particolare il processo di transizione di fase della materia prima (metano liquido a temperatura di circa –161° C) sfrutta parte dell’energia interessata dalla rigassificazione del GNL: il risultato finale è la nascita di un “polo energetico” a tutti gli effetti per il richiamo e l’attivazione di nuove attività industriali, commerciali e/o tecnologico-scientifiche.